Concerto di Capodanno 2026

L’Orchestra Angelo Bevilacqua vi dà il benvenuto al Teatro dell’Olivo per il Concerto di Capodanno. Celebriamo insieme l’arrivo del 2026 con entusiasmo e tanti nuovi progetti. Un sincero ringraziamento all’Amministrazione Comunale di Camaiore, ai partner istituzionali e al pubblico che ci sostiene con calore. Auguri di pace, serenità e musica per il nuovo anno!

Luigi Boccherini

“Minuetto” da Quintetto per archi in mi maggiore op. 11 n. 5

Apriamo il nostro concerto con una delle pagine più celebri del Settecento musicale: il Minuetto di Luigi Boccherini. Composto nel 1771, questo brano è diventato nel tempo un simbolo di grazia ed eleganza, tanto da superare i confini della musica colta e farsi riconoscere da tutti. Boccherini, compositore nato a Lucca nel 1743 e attivo a lungo in Spagna, unisce qui lo stile galante a una raffinata sensibilità melodica. Il Minuetto, danza di origine aristocratica, viene trasformato in un piccolo gioiello musicale, dove equilibrio, leggerezza e cantabilità anticipano già il gusto classico. Un inizio delicato, perfetto per introdurci nella magia del nuovo anno.


Wolfgang Amadeus Mozart

Sinfonia n. 40 in sol minore, K. 550

La Sinfonia n. 40 di Mozart è una delle opere più intense e riconoscibili della storia della musica. Scritta nel 1788, appartiene a un periodo di grande difficoltà personale per il compositore, e forse anche per questo è permeata da un profondo senso di inquietudine e passione. È una delle rarissime sinfonie di Mozart in tonalità minore, e colpisce per l’energia nervosa dei temi e per il dialogo serrato tra le sezioni orchestrali. Nonostante la sua apparente drammaticità, questa musica conserva una chiarezza e una perfezione formale straordinarie, che rendono Mozart capace di parlare direttamente alle emozioni di ogni ascoltatore, ancora oggi.


Johann Strauss II

Annen-Polka, op. 117

Con l’Annen-Polka entriamo nel mondo brillante e festoso della Vienna ottocentesca. Johann Strauss figlio, conosciuto come il “re del valzer”, compose questo brano nel 1852 dedicandolo alla chiesa di Sant’Anna, nel cuore della città. È una polka vivace, elegante e ricca di spirito, che riflette perfettamente l’atmosfera dei balli viennesi, tra leggerezza, sorriso e raffinata ironia. Strauss sapeva trasformare la musica da danza in un vero spettacolo orchestrale, e questa polka ne è un esempio perfetto: pochi minuti di musica capaci di trasmettere energia, buonumore e voglia di festa.


Johannes Brahms

Danza ungherese n. 1

Le Danze ungheresi di Brahms nascono dall’amore del compositore per la musica popolare dell’Europa orientale. La prima danza della raccolta è particolarmente intensa e trascinante, con i suoi contrasti improvvisi tra momenti lirici e sezioni dal ritmo incalzante. Brahms non si limita a citare melodie popolari, ma le rielabora con grande raffinatezza, creando una musica che conserva l’anima folklorica ma parla il linguaggio della grande tradizione sinfonica. Questa danza è un’esplosione di passione, colore e vitalità, capace di coinvolgere immediatamente l’ascoltatore con la sua forza espressiva e il suo carattere ardente.


Johann Strauss II

Auf der Jagd! – Polka a caccia, op. 373

“Auf der Jagd!”, ovvero “A caccia!”, è una polka brillante e descrittiva composta da Johann Strauss nel 1875. Fin dalle prime battute, la musica ci trasporta in un’immaginaria battuta di caccia, con richiami di corni, galoppi improvvisi e un ritmo incalzante che non lascia tregua. Strauss dimostra ancora una volta la sua abilità nel raccontare una storia attraverso la musica, trasformando l’orchestra in un vero e proprio teatro sonoro. È un brano pieno di energia e vivacità, che incarna perfettamente lo spirito festoso e spettacolare dei concerti di Capodanno.


Leroy Anderson

The Syncopated Clock

Composto nel 1945, The Syncopated Clock è uno dei brani più famosi di Leroy Anderson, maestro della musica orchestrale leggera americana. Il protagonista assoluto è il ticchettio di un orologio, reso musicalmente attraverso ritmi sincopati e interventi spiritosi dell’orchestra. Con grande ironia, Anderson gioca con il tempo, creando una musica divertente, elegante e sorprendentemente sofisticata. Questo brano è diventato celebre anche grazie alla radio e alla televisione, ma dal vivo conserva tutta la sua freschezza e il suo fascino. Un momento di leggerezza che strappa sempre un sorriso al pubblico.


Pëtr Il’ič Čajkovskij

Valzer dei fiori da “Lo schiaccianoci”

Il Valzer dei fiori è uno dei momenti più incantevoli del balletto Lo schiaccianoci, composto da Čajkovskij nel 1892. Qui il compositore russo crea un’atmosfera fiabesca e luminosa, dove la musica sembra davvero danzare nell’aria. Le melodie ampie e sognanti, unite a un’orchestrazione ricchissima di colori, rendono questo valzer un simbolo delle feste invernali. È una musica che evoca eleganza, magia e stupore, capace di trasportare l’ascoltatore in un mondo incantato, sospeso tra sogno e realtà, perfetto per il clima di festa del Capodanno.


Amilcare Ponchielli

Danza delle ore da “La Gioconda”

La Danza delle ore è senza dubbio il brano più celebre dell’opera La Gioconda di Amilcare Ponchielli, andata in scena nel 1876. Si tratta di una pagina orchestrale che rappresenta simbolicamente il trascorrere del tempo, dall’alba alla notte. La musica alterna momenti solenni, leggeri e festosi, in un crescendo di energia e spettacolarità. Grazie anche al cinema e alla cultura popolare, questa danza è diventata famosissima, ma conserva intatta la sua forza teatrale. Un brano che unisce eleganza, ritmo e grande comunicatività.


Giacomo Puccini

“O mio babbino caro” da “Gianni Schicchi”

“O mio babbino caro” è una delle arie più amate di Giacomo Puccini, tratta dall’opera Gianni Schicchi del 1918. In poche battute, Puccini riesce a dipingere un sentimento autentico e delicato: la supplica di una figlia innamorata al proprio padre. La melodia è semplice, dolcissima, ma di una intensità emotiva straordinaria. Questa aria è diventata celebre in tutto il mondo per la sua capacità di toccare il cuore dell’ascoltatore, dimostrando il genio di Puccini nel rendere universali le emozioni più intime.


Giacomo Puccini

“Vissi d’arte” da “Tosca”

Con “Vissi d’arte” entriamo nel cuore drammatico dell’opera Tosca, rappresentata per la prima volta nel 1900. In questo momento, la protagonista si interroga sul senso della propria vita, dedicata all’arte e all’amore, mentre il destino le si rivolta contro. Puccini crea un’aria di straordinaria intensità emotiva, in cui la linea vocale sembra sospesa nel tempo. È una preghiera, una confessione, un grido silenzioso che racchiude tutta la tragedia del personaggio. Un capolavoro che emoziona profondamente, ogni volta che viene eseguito.

Organico Orchestra Angelo Bevilacqua

Soprano: Angelica D’Agliano

Violino

Carla Mordan

Luna Livi

Mattia Aita

Caterina Ginesi

Aurora Duchi

Marco Foti

Matilde Silicani

Evangelina Brondi

Viola

André Pisani

Sofia Sacchetti

Alessia Bindi

Violoncello

Giacomo Petrucci

Francesca Ferri

Pietro Tonutti

Contrabbasso

Alessandro Cirillo

Gabriele Sgandurra

Flauto

Chiara Foti

Oboe

Kizzy Rovella

Clarinetto

Valentina Accorsini

Fagotto

Olga Massa

Corno

Olga Gennarelli

Arpa
Bianca Fenili

Timpani & PercussioniAndrea Garibaldi

Percussioni
Matteo Michele Giannone